"memento homo quia pulvis es et in pulverem reverteris" (Genesi III, 19)
Un unico solo momento, tutto quanto intorno rallenta. L’occhio vede, trasmette al cervello, il cervello intima all’occhio di guardare, l’occhio guarda e nel mentre, il cervello, ha già elaborato tutto.- Maledetto infame ma come diavolo fa?- Pensi - Ma qualcheduno gliel’ha mai chiesto di essere così mirabilmente rapido?- Prodigi della natura, concludi. Non lo controlli più direttamente ed ora ti ha già fermato la salivazione. Il vociare euforico del bar non c’è più, persino le giovani donzelle molto succinte e con poca coscienza perdono il tuo interesse, il flusso di pensieri si fa intenso, torbido come acqua di fiume il giorno dopo la pioggia.
Che fare? Muoversi? Ma come potresti.. la fatica è persino troppa nel chiedere, con gentilezza, alle tue sinapsi se mai potessi serrare per un istante le palpebre. C’è solo un unico, grande pensiero che prende forma. La morte. Perchè? Perchè ti sovviene che nel letto di lei già caldo d'amore, di dolore proprio non ne hai provato, pur sapendo che lo avrebbe provato un terzo. Perchè in fondo sapevi che quel terzo, quel prototipo di uomo, avrebbe prima o poi cercato soddisfazione, e l'avrebbe trovata in te per spaccare il cuore di lei. Perché dovresti negargliela? Un poco di altruismo per Giove. Piantala di mentire a te stesso, di rimanere qui a menare il can per l’aia con tutti i tuoi simili non te ne importa più. Sei, oramai da tempo, diventato un accrocchio di piaceri da soddisfare, l’edonismo solo è ciò che ti porta avanti; dinnanzi a te c’è chi agisce per fini più nobili, l'onore. Tu ce l’hai ancora il tuo onore? Mah, forse si, addormentato in un mare di apatia. Be quello che certamente non hai più è un fine. Cercare di incidere qualcosa di positivo nella memoria di chi ti sta intorno, di lasciare un segno tangibile del tuo passaggio, ora sarebbe opera ardua quanto ipocrita. Non c'è nulla in te che meriti il ricordo, la contingenza sola è ciò che governa il tuo mondo.
Pochi istanti e ti sei già tranquillizzato, l'ansia iniziale è svanita e sei tornato lucido come una palla da bowling. Difendersi? Ma per quale motivo dunque. Hai davanti a te un'occasione più unica che rara. Il modo migliore per terminarla, la tua esistenza. Proiettile di luger nel cervello e arrivederci. Anche per chi pensasse che essere l'attore non protagonista di un tradimento possa essere colpa, beh, diventerebbe colpa espiata. Andarsene senza l’onta del suicidio e senza sperare in un disastro aereo durante il prossimo viaggio, entrambe modalità di trapasso che non avrebbero alleggerito la tua anima per un eventuale incontro postumo.
Reagire quindi? Macchè.. paradossalmente riuscire a stoppare il flusso di odio nel mentre del suo orgasmico compimento farebbe bene al tuo carnefice, ma non a te, egoista del cazzo. Scegli quindi implicitamente di diventare il mandante del tuo omicidio, ignaro di sporcare la tua coscienza ancor di più.
Smetti di pensare, l'atto capitale sta per essere consumato e te lo vuoi godere, come fosse la prima sigaretta della giornata. Ti slacci il secondo bottone della camicia ed ordini un cordiale che non berrai, con il solito, ammaliante, sorriso da stronzo sulle labbra. Ci vogliono stile e comodità, in certi momenti.
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PENOSO.