mercoledì 14 maggio 2014

Addio al mattatoio n°5

Quell'odore dolciastro nelle narici. 

Ci risiamo. 

Panico. 

Devo pensare in fretta. 

Panico.

Stiamo calmi, è successo un sacco di volte e non siamo mai morti. 

Pensa, pensa cazzo, pensa. 

Speriamo che la testa vada più veloce dell'altrui sguardo. Si vede il panico? 
Il sorriso è passato dalla modalità spontanea a quella costruita ad arte. Non capisce mai la differenza nessuno. Qualcuno forse sì, ma non c'è tempo. Urge una via di fuga, rapida e di classe. 

Che cosa hai imparato? 

La teoria aiuta. 

Guardati attorno, usa il contesto e fai della fretta l'amante della sopravvivenza.

Sinistra. 
Sento il braccio premuto contro mio. Sarà pure sulla mia stessa barca. Un'occhiata furtiva. Bene. Vicino a me c'è uno sguardo dolce. Due occhioni grandi che scrutano il mondo con meraviglia. Candy Candy. Peccato che la mano non tremi, impavida guarda la tempesta. Romantico.

Pensa, pensa in fretta.

Potrei confidarmi e cercare un complice. Casino. Non c'è stile in una fuga orchestrata. Vogliamo dare soddisfazioni agli spettatori attenti. Che poi, cosa potrò mai fare? A ben pensarci non credo che quegli occhi siano esauriti nel sublime. Più probabile che sia un infiltrato. Il nemico. Morirò. Merda! Altro che fascinazione, più probabilmente è solo chimica. Purista, mi trovo nella tana del lupo: Psycho Candy. Il suo è amore puro, fanatismo quasi. Splendido. Ma qua si muore. Non c'è tempo.
Muoviti, mia cara testa, si può fare meglio.

Destra. 
Nessuno vicino. Che faccio? Panico. Non mi resta tanto tempo. Fingo un malore; perché non ci ho pensato prima?! Nessuno si accanisce con gli indisposti, il cui punto di rottura è troppo frequente per l'ironia e troppo flebile per il sarcasmo. E' fatta! Fingo di svenire. La debolezza è sempre meglio della codardia.
Un pò più a destra. Cade la coda dell'occhio. Menomale. Luce fremente dei miei occhi. C'è qualcuno. Una figura rassicurante che, tuttavia, tintinna. Oddio. Che cos'è? Ascolta meglio. Sono pasticche. Ma certo, eccolo, l'eco del buon senso. Il piccolo Timmy. Ma che sfiga. Qui fingo di svenire, ma non c'è possibilità che sia credibile. E' esperto. E se poi in uno slancio di affezione mi riempie di pillole e muoio davvero per quelle? Tanto vale essere fatalisti. Posso capire morire sul campo, ma così è da stupidi. La stupidità non fa per noi.
Sinistra e destra. Probabilmente non arriverebbe a darmi nulla. Se, tuttavia, il tintinnio arrivasse a Psycho Candy probabilmente morirei calpestato. Che è la peggiore delle mie prospettive. Non che non apprezzi la sua bellezza, ma non è il momento. Sto divagando. Presto presto. Il tempo è agli sgoccioli.
In fondo a destra. Il bagno! Posso prendere tempo. Una via di fuga semplice, senza fronzoli. Perfetto. Ma si vede che è già preso. Chi può aver fatto prima di me? Penso molto in fretta. Certo che la fortuna cieca si sfoga. Tra tutti i momenti, proprio ora ci voleva un rigurgito sessuato. Mai momento fu più adatto. E mentre in bagno c'è chi cerca di ritagliarsi un momento di coppia, io sono fottuto. Si sentono da qua i tonfi dal bagno. Gambe troppo lisce per essere afferrate. Che cazzo di macello. Così, sacrificabile, mi ritrovo senza piani B. 

La mia vita è agli sgoccioli.

Pochi secondi e finisce qua. 

Molto bello. 
E' stata proprio una gran cosa. Si poteva scopare di più ma è stato bellissimo.
Abbiamo provato a rubare un secondo in più. 

L'odore è sempre più forte. Si avvicina la fine.
Addio.

Che poi, a me, la grappa fa schifo.

Obalè.

4 commenti:

PENOSO.